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Le Signorie di Pesaro

La storia di Pesaro è ricca, costellata di avvenimenti interessanti, i cui protagonisti sono stati tra i personaggi più famosi e influenti di tutta l’Italia del tempo. Al Rinascimento si fa risalire l’età delle Signorie di Pesaro, le cui famiglie protagoniste furono: i Malatesta (1285-1445), gli Sforza (1445-1512), il cui regno fu però interrotto da Cesare Borgia dal 1500 al 1503 , e solo in seguito restaurato da papa Giulio II che lo consegnò ai Della Rovere (1513-1631).

 

Il potere dei Malatesta raggiunse Pesaro tra la fine del XIII° e l’inizio del XIV° sec., intorno al 1285, diffondendosi anche nelle limitrofe Cervia, Iesi, Osimo, Senigallia e Ascoli. Fano, invece, fu annessa solo nel 1340, dopo vari tentativi di acquisto dei Malatesta da Guido di Carignano, che alla fine cedette. Tutta la marca di Ancona divenne parte della signoria fra il 1348 e il 1350. Si ricordano, soprattutto, i successori del primo Malatesta, ovvero il Malatestino, soprannominato generalmente dall’Occhio, per il suo occhio cieco, mentre Dante lo soprannomina Mastin Nuovo. Fu Signore e Capitano di Rimini, combatté contro il ghibellino Malatestino di Sogliano, col supporto del Re Roberto d’Angiò di Napoli. Si oppose poi all’Imperatore Arrigo VII° di Lussemburgo. Ancor più famoso è l’altro successore del Verrucchio, Giovanni lo Zoppo, più conosciuto come Gianciotto Malatesta, Podestà di Faenza, Signore di Pesaro e, soprattutto protagonista di uno dei canti più belli della Divina Commedia di Dante: il canto V° dell’Inferno. È infatti famoso l’assassinio della moglie di Gianciotto, Francesca da Polenta, avvenuto proprio per mano di quest’ultimo nel castello di Gradara per il tradimento compiuto dalla donna.

 

I Malatesta promossero importanti opere d’arte a Pesaro come il portale della chiesa di Sant’Agostino e il restauro dell’ex chiesa di San Francesco, migliorando considerevolmente l’aspetto della città. Le modifiche al Palazzo Ducale risultano irrilevanti, poiché quest’ultimo subì radicali cambiamenti sotto la successiva Signoria, quella degli Sforza. Al capostipite Alessandro Sforza, che prese il dominio di Pesaro nel 1445, si devono tutte le operazioni di ammodernamento del Palazzo Ducale, con l’aggiunta di nuovi spazi sontuosi, come il Salone Metaurense, che ospitò nel 1465 la cerimonia per le nozze di suo figlio Costanzo con Camilla d’Aragona. Quest’ultimo commissionò, fra il 1478 e il 1483, l’omonima Rocca Costanza, di cui se ne appropriò Cesare Borgia, il duca Valentino, nel 1500, e solo successivamente recuperata dagli Sforza nel 1503.

 

Nel 1513, il papa Giulio II consegna la signoria di Pesaro sotto il controllo di suo nipote Francesco Maria I della Rovere, già duca di Urbino. I Della Rovere commissionarono diversi nuovi monumenti che scolpirono indelebilmente il volto della città di Pesaro, come la cinta muraria pentagonale, e l’ulteriore ampliamento del Palazzo Ducale. Fu inoltre ristrutturata la Villa Imperiale e, per volontà di Guidobaldo II, venne eretta la meravigliosa chiesa di San Giovanni Battista. Guidobaldo II fu Signore di Pesaro fino al 1574, al quale gli successe l’ultimo dei Della Rovere, suo Francesco Maria II.

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